DATABASE
DATABASE
Check updated information about occupy movement around the world.
Report INITIATIVES and information about your local situation as well as IDEAS and PROJECTS.
Register in order to RECEIVE ALERTS of events related to your locality and FEEDBACKS from your reports.
Translators needed!!!
TRANSLATORS DESPERATELY NEEDED
Contact us if you can translate into MANDARIN, ARABIC,FARSI,JAVANESE,PANJABI,URDU,FRANCAIS,TELUGU, VIETNAMESE,ESPANOL,RUSSIAN,PORTUGUES, ENGLISH (if not existing), JAPANESE, SWAHILI, HAUSA, AMHARIC, YORUBA, KURDISH,LINGALA, AFRIKAANS or any other language!!

Condurre le assemblee popolari

Consigliamo di adottare il metodo delle assemblee per organizzare le azioni non violente di disobbedienza civile perché rispetta il libero arbitrio e favorisce l’affinità tra i partecipanti. Abbiamo bisogno l’uno dell’altro al fine di sostenere la nostra occupazione.

Che cos’è un organizzazione orizzontale?

Si tratta di un tipo di organizzazione sociale che implica l’uguaglianza e la mancanza di gerarchia, al contrario di una organizzazione verticale, in cui alcune persone prendono decisioni e gli altri obbediscono. Il metodo usato per prendere decisioni in un gruppo organizzato in senso orizzontale è attraverso le assemblee.

Cos’è un assemblea?

Si tratta di un processo decisionale che lavora per ottenere il consenso.
L’assemblea cerca di trovare i migliori argomenti di discussione al fine di prendere una decisione che rifletta ogni opinione e non posizioni in contrasto tra di loro come succede nelle votazioni.

L’assemblea non dovrebbe essere incentrata su un discorso ideologico, bensì dovrebbe affrontare questioni pratiche:

- Di cosa abbiamo bisogno?
- Come possiamo ottenerlo?

L’assemblea si basa sulla possibilità di partecipare liberamente: se non siete d’accordo con quello che è stato deciso, non siete obbligati a realizzarlo. Ogni persona è libera di fare ciò che desidera: l’assemblea cerca di produrre intelligenza collettiva e di condividere linee di pensiero e di azione. L’assemblea incoraggia il dialogo e la conoscenza reciproca. L’assemblea è un luogo di incontro dove le persone che hanno uno scopo comune possono dialogare in condizione di equità. Può essere utilizzata per:

- Informare: ovvero condividere informazioni sugli interessi comuni senza dibattere il contenuto di queste informazioni.
- Riflettere: ovvero pensare insieme come affrontare una situazione o un problema. Devono essere fornite delle informazioni, ma non c’è bisogno di arrivare a una decisione immediata.
- Decidere: ovvero giungere a una conclusione comune su un argomento sul quale si è precedentemente discusso. Per raggiungere la fase decisionale, i due passaggi precedenti (avere delle informazioni e riflettere su di esse) devono essere stati effettuati al fine di costruire il consenso.

Che cosa è il consenso?

È il modo in cui le assemblee prendono la decisione finale su ogni singola proposta. Il consenso è raggiunto quando, in assemblea, non vi è alcuna opposizione contro la proposta. Il seguente modello deve essere applicato a ogni proposta:
- Cosa è stato proposto?
- Perché è stato proposto?
- Come possiamo realizzare la proposta una volta raggiunto il consenso?

Per riassumere: Cosa? Perché? Come?
Il consenso è una costruzione collettiva di una soluzione ad un problema o di una decisione su un interesse comune.

Non si tratta di elaborare una proposta che comprenda ogni singola esigenza, ma è piuttosto una sintesi di tutte le opinioni individuali che danno forma al modo migliore per raggiungere l’interesse comune del gruppo.
Ciò implica:
- Avere molto chiaro l’interesse comune del gruppo.
- Essere consapevoli che qualsiasi cosa collettiva è la somma di tutte le conoscenze individuali e di tutti gli input; a tal fine è necessario che le opinioni di ogni individuo siano state comunicate, ascoltate e rispettate.
- Rendersi conto che ‘consenso’ è un termine comunemente costruito, piuttosto che una funzione a sé stante.
- Rendersi conto che il raggiungere il consenso comporta un processo che comporta del tempo e dei passaggi fondamentali.

I passi necessari accennati poc’anzi sono:
- Creare un’atmosfera rilassata nel gruppo che incoraggi i partecipanti all’ ascolto, al rispetto e al sostegno reciproco. Creare un clima consono all’ascolto, al rispetto e alla complicità tra i suoi membri.
- Fare in modo che il punto della questione sul quale lavorare sia chiarissimo.
- Condividere le informazioni in possesso di ogni individuo o sotto-gruppo in modo che la questione possa essere adeguatamente presa in considerazione.
- Considerare con attenzione tutti i punti.
- Identificare ed utilizzare i punti che sono stati chiaramente evidenziati al fine di iniziare a costruire la proposta.
- Elaborare gradualmente l’attuazione della proposta attraverso il pensiero collettivo.
- Celebrare i risultati individuali e quelli di gruppo.

Cos’è il consenso diretto?
È il consenso raggiunto direttamente, senza alcuna posizione a sfavore.

Che cosa è il consenso indiretto?

È il consenso che viene raggiunto dopo una discussione con diverse opinioni; ovvero su una proposta che non ha raggiunto un consenso diretto.
I seguenti passi sono adottati per raggiungere un consenso indiretto:
1. Che cosa? Perché? Come?
2. Dopo il moderatore chiede ‘Ci sono pareri fortemente contrari?’ e, nel caso ci siano, prepara una tabella temporale di discussione. Il moderatore e il coordinatore/i apre la prima parte del dibattito.

Sono ammessi tre argomenti a favore e tre argomenti a sfavore. Dopo di che, l’assemblea è chiamata a mostrare ancora una volta il suo parere.
Se il consenso non è ancora raggiunto, il moderatore chiederà all’assemblea di discutere la questione per tre-cinque minuti in piccoli gruppi .
Dopo questa piccola pausa si passa ad un secondo giro di interventi.
Se il consenso non è ancora raggiunta dopo questi due passaggi, si svolgono i seguenti punti:
1. Se la proposta proviene da un gruppo di lavoro viene rielaborata.
2. Se la proposta proviene da un individuo, sarà presentata al gruppo di lavoro competente in modo che possa raggiungere un consenso e una sua versione rielaborata sarà ripresentata nel corso della prossima assemblea, dove dovrà passare, ancora una volta, attraverso la medesima procedura. E così via fino a quando non si raggiunge un pieno consenso.

Punti chiave per creare un’agenda dinamica

Cos’è l’agenda di una assemblea?

L’agenda è un riepilogo degli argomenti da discutere nel corso di una assemblea. La sua funzione è quella, non solo, di assicurarsi che nessuna questione importante venga lasciata fuori, ma anche di stabilire l’ordine degli interventi e il tempo dedicato a ciascuna questione.
L’ordine del giorno redatto dal gruppo dinamico e dal moderatore, deve essere congruo all’assemblea prima di aprire la discussione.
Il gruppo dinamico non ha giurisdizione sui contenuti dell’ordine del giorno, i suoi membri sono tenuti semplicemente ad organizzare le questioni da discutere e a schematizzare il percorso per il raggiungimenti del consenso di tutti i gruppi di lavoro (se ci sono) o di tutte le persone (suddivise in piccole assemblee).
L’agenda contiene uno schema di quali sono le problematiche da discutere in assemblea e deve essere letta ad alta voce all’inizio dell’assemblea, in modo che i tutti i presenti siano consapevoli di ciò su cui si sta per discutere.
Questo aiuterà a migliorare la progettazione e la rilevanza di ogni ordine del giorno dell’assemblea. Si consiglia di impostare i limiti di tempo per ogni assemblea a seconda del numero dei partecipanti e a secondo delle questioni da discutere, al fine di evitare perdite di concentrazione o assemblee infruttuose.

Esempio di un agenda d’assemblea
1. Benvenuto.
2. Sintesi dei consensi raggiunti nell’Assemblea precedente e riepilogo di tutte le questioni in sospeso.
3. Presentazione dei ruoli.
4. Spiegazione del concetto di assemblea: noi non votiamo, noi raggiungiamo il consenso.
5. Spiegazione del concetto di consenso (diretto ed indiretti) e spiegazione del percorso necessario per raggiungere un consenso indiretto.
6. Esempi di come agiscono i vari gruppi di moderatori nel corso dell’assemblea.
7. Lettura dei punti all’ordine del giorno.
8. Condivisione delle informazioni che non richiedono consenso. È consigliabile che il portavoce di ogni gruppo di lavoro partecipi alla riunione preparatoria al fine di aiutare ad organizzare l’elenco delle questioni da discutere.
9. Discussione sulle proposte specifiche che prevedono il raggiungimento del consenso dell’assemblea. Se un consenso diretto non viene raggiunto si apre il dibattito. È necessario ricordare che ci dovrebbe essere un massimo di due turni di dibattito per esplicare ogni posizione e/o trovare un punto di accordo. Se il dibattito si infiamma, un periodo di riflessione comune può essere utile e, se dopo due pause non si raggiunge l’unanimità, la questione può essere rinviata alla successiva assemblea. Opinioni > Dibattito > Risoluzione o chiusura.
10. COMUNICAZIONI IMPORTANTI. Citazioni, informazioni di interesse generale, ultime notizie, ecc.
11. VARIE ED EVENTUALI. Durante questa fase, non vi è alcuna possibilità di dibattito: l’informazione non deve essere ratificata. Importante: se è necessario tagliare questo punto a causa di mancanza di tempo o della stanchezza, annunciarlo specificando che coloro che non hanno avuto la possibilità di intervenire nel corso di questo turno, avranno la proprietà assoluta nel corso dell’assemblea successiva.
12. Conclusioni e annuncio sul luogo e sui tempi della prossima assemblea.
13. Messaggio motivazionale a ricordo dello scopo comune. Il momento buono per usare parole memorabili, che possono essere in versi, citazioni di personaggi famosi o, più in generale, un breve testo.
14. Chiusura e riconoscimenti.

Ruoli e funzioni necessari in un’assemblea:

AIUTANTI DEL MODERATORE: costituito da due o tre persone che aiutano il moderatore. Sono la “voce della coscienza” del moderatore. Sono le uniche persone a diretto contatto con i moderatori e che li aiutano a mantenere la concentrazione e l’imparzialità. Gli aiutanti devono essere posizionati attorno allo spazio di moderazione. Aiutano il moderatore a sintetizzare e riformulare le proposte in modo oggettivo ed imparziale.
Facilitano il flusso di informazioni tra il coordinamento e il moderatore in modo che l’agenda sia correttamente organizzata.
Essi impediscono ai partecipanti dell’assemblea di distrarre il moderatore, aiutano il moderatore a comunicare con le persone che hanno difficoltà a parlare in pubblico, portano il moderatore a conoscenza di eventuali errori grammaticali nei riassunti, lo informano di qualsiasi annuncio dell’ultimo minuto, lo aiutano a formulare l’ordine del giorno, ecc. Nei dibattiti più ampi può risultare utile la figura di un “aiutante diretto” al fine di seguire ancora più da vicino il moderatore e incitarlo a rispettare le norme dell’assemblea.
Un modo importante per aiutare l’assemblea è quello di individuare una o due persone che intervengano nei momenti di silenzio, nelle discussioni troppo accese o nelle digressioni eccessive. Il loro ruolo principale è quello di ricordare ai partecipanti l’importanza dell’ascolto e il significato del consenso.

SQUADRA DEI MODERATORI A ROTAZIONE: Una o più persone che si alternano nel caso di assemblee particolarmente grandi o tese. Questa rotazione è consensuale al resto dell’assemblea e viene decisa prima della riunione.
I moderatori sono responsabili di:
- Dare il benvenuto ai partecipanti all’assemblea;
- Spiegare la natura e il funzionamento dell’assemblea;
- Presentare la squadra, i gruppi e le loro funzioni;
- Conciliare posizioni distinte senza influenzarle con il proprio parere personale.
- Informare l’assemblea delle posizioni pro e contro durante il processo di consenso indiretto;
- Potrebbe essere necessario riassumere ogni intervento durante il dibattito.
Il moderatore dà anche la parola ai singoli partecipanti e dovrebbe possedere un altoparlante. Inoltre, il moderatore è responsabile di assicurare un ambiente favorevole allo scambio di idee.

SQUADRA DI DATTILOGRAFI: una o due persone incaricate di registrare tutti gli interventi non scritti.
Nel caso di risoluzioni consensuali il team di dattilografi può chiedere di ripetere parola per parola la risoluzione ratificata dall’assemblea. Di solito un membro del team scrive gli interventi a mano, mentre l’altro utilizza un computer nel caso in cui ciò che è stato scritto debba essere sottoposto a un controllo incrociato. Al termine dell’assemblea, il lavoro dei dattilografi dovrebbe essere letto al fine di evitare qualsiasi confusione.

About author
A #globalrevolution enthusiast. Twitter: @AliceKhatib
Submit your comment

Please enter your name

Your name is required

Please enter a valid email address

An email address is required

Please enter your message

You think some article is too ethnocentric or difficult to grasp for most of world's population? Tell us - or even better: send us a better version! Thank you!
Donate with WePay

Copyleft, 2011. All rights reversed.

Designed by WPSHOWER

Powered by WordPress